Ci rivediamo al bar

Mi lascia: deve andare nello spogliatoio per prepararsi alla seduta pomeridiana di allenamento. Lo guardo dalla balconata fare gli esercizi tattici con Luca Toni (eccone uno più alto di lui!), fare le flessioni di punizione per aver perso con la sua squadra il giochino tattico ribattezzato da noi della “balconata stampa” il “Torello allargato multicolor e perché Chiellini è l’unico con la pettorina rosa?” (nome lungo e complesso che sono sicura cambierà da qui al prossimo raduno) lo vedo giocare la partitella. A dire il vero ogni tanto “mi perdo” sulle fasce, ma so che Cristiano perdonerà questa mia distrazione.

Ci rivediamo al bar, benedico il suo senso del look che l’ha fatto optare per un taglio alla marine (Ambrosini arriverà 40 minuti dopo!) e parliamo e ridiamo e mi fa fare figure tremende con i preparatori atletici, con i magazzinieri e soprattutto spettegoliamo perché Cristiano i pettegolezzi se li dimentica subito e quindi devi ridirglieli tutte le volte. Insomma, lui ha fatto venire ora di cena e io me ne devo andare. Anche stavolta mi sono dimenticata di dirgli di mordersi la lingua, mi sono dimenticata la lista dei numeri di cellulare, mi sono dimenticata di fargli le foto, mi sono dimenticata di chiedergli la maglia…

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