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L’ episodio di Livorno e l’avventura spagnola.

La stagione trascorsa a Bergamo mi segnò così tanto da spingermi a  lasciare l’Italia, stanco delle polemiche e soprattutto dei continui attacchi politici che seguirono alla partita disputata nella mia amatissima Livorno con la Nazionale UNDER 21.  Alla vigilia di quell’incontro mi fu regalata una maglietta degli ULTRAS AMARANTO raffigurante il Che Guevara, con la richiesta di indossarla sotto la maglia azzurra ed, eventualmente, mostrarla in caso di gol.

Inutile dire che la indossai orgogliosamente riuscendo anche a far gol: mantenni fede alla mia promessa mostrando la maglia degli Ultras Amaranto sotto la curva… ma questo scatenò il finimondo. A nulla servirono i miei tentativi di spiegare il motivo di quel gesto: tutti ad attaccarmi, a  “spararmi addosso”… ma vi assicuro che da quel giorno diventai il beniamino di tutti a Livorno, ed alla fine era quello che volevo. Tuttavia, dovetti preparare ancora una volta le valigie e trasferirmi in Spagna, al Valencia. Ero lusingato dalle offerte di mister Ranieri e stimolato dal fatto che avrei dovuto sostituire il grande Romario.

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Ci rivediamo al bar

Mi lascia: deve andare nello spogliatoio per prepararsi alla seduta pomeridiana di allenamento. Lo guardo dalla balconata fare gli esercizi tattici con Luca Toni (eccone uno più alto di lui!), fare le flessioni di punizione per aver perso con la sua squadra il giochino tattico ribattezzato da noi della “balconata stampa” il “Torello allargato multicolor e perché Chiellini è l’unico con la pettorina rosa?” (nome lungo e complesso che sono sicura cambierà da qui al prossimo raduno) lo vedo giocare la partitella. A dire il vero ogni tanto “mi perdo” sulle fasce, ma so che Cristiano perdonerà questa mia distrazione.

Ci rivediamo al bar, benedico il suo senso del look che l’ha fatto optare per un taglio alla marine (Ambrosini arriverà 40 minuti dopo!) e parliamo e ridiamo e mi fa fare figure tremende con i preparatori atletici, con i magazzinieri e soprattutto spettegoliamo perché Cristiano i pettegolezzi se li dimentica subito e quindi devi ridirglieli tutte le volte. Insomma, lui ha fatto venire ora di cena e io me ne devo andare. Anche stavolta mi sono dimenticata di dirgli di mordersi la lingua, mi sono dimenticata la lista dei numeri di cellulare, mi sono dimenticata di fargli le foto, mi sono dimenticata di chiedergli la maglia…

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INTERTOTO: Torino-Villareal 2-0

Luka-bkDopo aver eliminato gli austriaci del Bregenz, il nostro cammino nella competizione dell’Intertoto prosegue senza particolari problemi. Anche contro la formazione spagnola del Villareal, infatti, abbiamo disputato una buona gara, riuscendo a gestirla in maniera tatticamente accorta, senza rischiare nulla e cercando di sfruttare al meglio le occasioni da gol che abbiamo costruito. Siamo riusciti ad interpretare alla perfezione ciò che il mister ci ha ordinato di fare, conquistando una vittoria davvero importante in vista della difficilissima gara di ritorno. Il 2-0 conquistato a Torino, comunque, rappresenta un ottimo risultato e ci farà partire con un buon vantaggio.

Accanto alla soddisfazione per la vittoria, però, c’è il mio rammarico per l’infortunio che mi ha costretto ad abbandonare la partita dopo i primi 45 minuti. Verso la metà del primo tempo, infatti, ho ricevuto una ginocchiata sulla coscia ed l’ecografia ha diagnosticato un edema ed un versamento. Mi rincresce dover ammettere difficilmente riuscirò a recuperare in tempo per la gara di sabato prossimo; mi affido alla bravura del nostro staff medico, sperando in una rapida guarigione perchè non vorrei saltare la difficile trasferta in Spagna.

Per quanto riguarda la preparazione pre-campionato, invece, tutto procede abbastanza bene; malgrado i mille spostamenti stiamo riuscendo a mantenere una buona concentrazione e la nostra condizione fisica sta migliorando sensibilmente. Non siamo ancora al massimo, ovviamente, non potendo spingere al massimo a causa di una condizione fisica non ancora al top. Tuttavia, sono certo che, all’avvio di campionato,   riusciremo a presentarci in buona forma e già rodati.
Un saluto a tutti,
il vostro

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Trentaduesima Giornata – TORINO

Che la partita contro il Lecce sarebbe stato un impegno molto difficile per noi, malgrado la formazione salentina fosse ormai destinata alla retrocessione, era prevedibile. I giallorossi hanno dimostrato anche a Torino di essere un’ottima squadra che non merita l’attuale posizione di classifica. Animato dalle polemiche divampate durante la settimana per i precedenti tra le due squadre, il Lecce si è battuto con lo spirito di chi non ha nulla da perdere, dandoci del filo da torcere.

Fortunatamente siamo riusciti a rimettere in sesto una gara che sembrava compromessa: per la piega che la gara aveva preso dopo il goal di Popescu si tratta di un punto guadagnato ma se teniamo in considerazione la parte finale della partita possiamo dire che abbiamo perso due punti. Sono state diverse, infatti, le occasioni in cui abbiamo sfiorato il raddoppio, ma un palo, alcune imprecisioni e gli ottimi interventi del portiere avversario ci hanno impedito di conquistare l’intera posta in palio.

Per quanto mi riguarda, sono stato costretto a sedere in panchina per un problema fisico (una sciatalgia) che si trascina ormai da un mese. Comunque sono contento di aver dato il mio contributo nel corso del secondo tempo; il mio ingresso in campo insieme ad Asta ha portato più vivacità alla nostra manovra offensiva ed il goal del nostro pareggio è stato propiziato proprio da un mio intervento: quando ho visto che il lungo rilancio di Bucci giungeva dalle mie parti mi sono avventato sulla palla con tutta la mia forza fisica colpendo di testa e mettendo in condizioni Franco di insaccare.

Non siamo andati oltre il pareggio e questo mi spiace perchè se avessimo vinto avremmo  festeggiato la salvezza con due giornate d’anticipo. Sarebbe stato un grande regalo ed una profonda soddisfazione per i nostri tifosi che nel corso del campionato ci hanno sempre sostenuto. Comunque, possiamo affermare che la salvezza sia ormai ad un passo.
Un pensiero, infine, va alla mia ex squadra, il Lecce, con la quale ho conquistato due salvezze e che da questa settimana è condannata alla retrocessione in B: ai miei vecchi compagni auguro un pronto ritorno nel massimo campionato.
Un saluto dal vostro

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Di Vittoria Melchioni

Nonostante siano anni che faccio questo mestiere, andare a Coverciano, nella “Casa della Nazionale” mi emoziona sempre. Un po’ perché tutto lo staff ti fa sentire davvero il benvenuto (e la mia gratitudine e l’affetto per Simone Orati per questo non ha confini), un po’ perché il luogo sembra davvero lontano anni luce dai campi di allenamento dei club, un po’ perché il clima tra noi giornalisti è quello della gita di classe e soprattutto perché si ha la possibilità di stare  a contatto con i “nostri” ragazzi che solo a Coverciano hanno un unico colore: l’azzurro. Da quando poi c’è il NOSTRO di ragazzo, tutto è amplificato.

Prima di incontrare Cristiano mi faccio sempre il ripassino nella mente di tutte le cose che dobbiamo dire o fare: ricordati di dirgli di mordersi la lingua prima di dire certe cose che poi tutti telefonano a te per avere spiegazioni, ricordati di chiedergli la lista dei numeri di cellulare di tutti i suoi improbabili compagni che devi intervistare, ricordati di fargli le foto, ricordati di chiedergli la maglia con il nome in cirillico taglia S, ricordati… ma quando arriva e ti stronca subito con una delle sue battute, inizi a ridere e non finisci più. Cristiano in Nazionale è rilassatissimo nonostante oggi i quotidiani sportivi gli abbiano già messo addosso la maglia del Milan… e io ho il mio bel da fare con i colleghi a smentire e a dire che come al solito si travisa sempre il tono in cui dice certe cose. Lui ride e capisci che ancora una volta ci ha messo nel sacco col suo modo guascone.

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I campionati giovanili: dai pulcini alla “Primavera” del Perugia

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luka-toscanaA sei anni, finalmente, entrai a far parte di una squadra di calcio, precisamente il Carli Salviano, nella quale ho militato per sette stagioni. Dopo di che passai ad una squadra dilettantistica livornese, organizzata, però, come una società professionistica: l’ARMANDO PICCHI CALCIO. E’ una società che ogni anno “sforna” i migliori prodotti del calcio livornese destinati, in seguito, alle squadre professionistiche di tutta Italia. Tra gli altri, nell’Armando Picchi Calcio sono cresciuti mio fratello Alessandro, Allegri, Mastalli, Brondi ecc.

In questa società disputai 4 campionati prima di passare, all’età di 17 anni, alla CUOIOPELLI, formazione che militava nel Campionato Nazionale Dilettanti. Con questa squadra realizzai 5 gol ed ebbi l’opportunità di essere selezionato da Aldo Bet per giocare stabilmente nella Nazionale Under 18 Dilettanti.  La  prima società  professionistica nella quale sono approdato è stata il PERUGIA, che militava il serie C1. Nella formazione “Primavera” del capoluogo umbro ho disputato 2 campionati siglando complessivamente 55 gol e vincendo la classifica marcatori.

Fu in vero peccato perdere la finale nazionale del campionato Primavera contro la Lazio, giocata all’Olimpico davanti a 40 mila spettatori ed affrontando, tra gli altri, Nesta, Di Vaio, Iannuzzi, Roma…  Nel Perugia giocavano anche Baiocco, Goretti, Gioacchini ed altri validissimi giovani calciatori.

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Di Cristiano Lucarelli

Per una volta mi sembra doveroso per motivi extracalcistici far passare il risultato ed il gol in secondo piano, e ringraziare con tutto il cuore quei tifosi che hanno organizzato la trasferta da Livorno per potermi stare vicino. Mi hanno veramente commosso.

Era forse dal primo anno a Livorno che non provavo certe emozioni, che non mi sentivo cosi vicino alla mia gente e orgoglioso di essere livornese come ieri sera.

Voglio rigraziare veramente tutti, quelli che sono arrivati con i pulman e quelli arrivati con mezzi propri, perche’ per me la serata di ieri cancella tutte le ultime incomprensioni e tutte le vicissitudini di quest’estate.

Da oggi si riparte da zero, con l’affetto e la stima di sempre verso i miei concittadini.

Un abbraccio a tutti,

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