Tutto su Cristiano Lucarelli: dalla carriera ai suoi ideali

Sono da sempre un appassionato di sport, in particolare di calcio, che seguo e pratico fin da ragazzo. Proprio come avviene per la maggior parte degli adolescenti, anche io ho cominciato ben presto a cercare il mio punto di riferimento calcistico ed il mio “idolo” sia dentro che fuori dal campo: era il 2003 quando ho iniziato a seguire Cristiano Lucarelli ed il mio è stato un amore a prima vista. Quell’anno, infatti, Cristiano prese una decisione che avrebbe segnato per sempre la sua vita, sia privata che professionale: andando contro qualsiasi logica economica e calcistica, decise di lasciare la squadra del Torino per giocare con il Livorno, suo città natale, neopromossa in Serie B.

Questa scelta mi colpì molto: in un mondo in cui tutto sembra essere deciso dai soldi, dai mega ingaggi, dai manager e dalle trattative miliardarie, un ragazzo, per amore della sua terra e per i suoi valori umani e familiari, aveva deciso di rinunciare ad una carriera magari più folgorante per giocare nella sua città.

Gli ideali e i valori politici e morali di Lucarelli

Nel 2004 Lucarelli ha scritto il libro “Tenetevi i miliardi” in cui racconta la sua decisione di giocare a Livorno. Negli anni, anche altri calciatori come Francesco Totti o Daniele De Rossi hanno dimostrato il loro attaccamento alla maglia decidendo di rimanere alla Roma nonostante le allettanti proposte di club molto più blasonati come Milan, Juve, Barcellona o Real Madrid.

Senza nulla togliere ai due grandi romanisti però, un conto è rimanere in una squadra come la Roma, che milita in Serie A e che ha prospettive di giocare la Champions League o quantomeno l’Europa League e che, con i giusti innesti, può ambire anche allo Scudetto, tutt’altro è decidere di retrocedere in una squadra di Serie B, dimezzandosi lo stipendio e rinunciando a tanti trofei importanti. È proprio questo lato umano di Lucarelli, i suoi ideali umani, sociali e politici che me lo hanno fatto amare. La fede politica di Lucarelli è stata spesso oggetto di critiche, tanto da venire ribattezzato il “goleador rosso” per le sue inclinazioni di sinistra. Non sono mancati negli anni vari episodi in cui il bomber ha dichiarato di sentirsi osteggiato per le sue idee filocomuniste soprattutto dall’elite del calcio ma, di contro, è stato amato dalla gente comune.

La carriera calcistica

Il 2003 è, senza dubbio, l’anno di svolta della carriera calcistica di Lucarelli. Giunge a Livorno dal club del Torino e riesce a portare la sua squadra in Serie A, un traguardo che mancava da 55 anni. Nella stagione 2003-2004 segna 29 reti, sfiorando di un soffio il titolo di capocannoniere che viene assegnato a Luca Toni con 30 gol. Milita nella squadra amaranto con la maglia numero 99: per alcuni è simbolo del legame con la tifoseria ultrà delle Brigate Autonome Livornesi fondate proprio nel 1999, per altri invece è un tributo all’anno di nascita del figlio.Il 13 Luglio 2007 viene ceduto allo Shakhtar Donetsk per 8 milioni di euro e resterà nel club ucraino un solo anno. Nel 2008 Lucarelli passa al Parma, nel 2009 torna a Livorno e nel 2010 viene trasferito al Napoli.

Ha esordito in Nazionale nel 2005, a 29 anni, su convocazione dell’ex CT Lippi. In totale Lucarelli ha segnato 120 gol in Serie A, 70 reti in Serie B e 3 in Nazionale.

Dal 2012 ha iniziato la sua carriera di allenatore con gli Allievi Nazionali.

La vita personale

Nato a Livorno nel 1975, Lucarelli è un papà premuroso e con una vita molto riservata. É  legatissimo al fratello Alessandro, anche lui ex calciatore.